sabato 3 gennaio 2009

Così si chiude un'epoca

Le riflessioni degli ultimi giorni mi hanno dato un nuovo modo di vedere il mondo.
Son qui che guardo un documentario sulla mitica e, ormai, morta Paris-Dakar. Mi rifiuto di chiamare Dakar una corsa che non parte da Parigi e si svolge in Argentina... Un tempo fu una gara per eroi o fulminati, capaci di affrontare il grande mare di sabbia, con i loro motori, una cartina e una bussola (altro che GPS); ricordi di un tempo passato che non tornerà più. Come non voglio che tornino i giorni sprecati da me.
L'idea di aver sprecato gli ultimi tempi con paranoie e menate varie mi fa ammattire.
Questo nuovo anno è iniziato all'insegna dell'azione (malgrado l'influenza) e di giochi divertenti. Grazie a una persona fuori degli schemi, ho avuto modo di riflettere su molte cose, traendone insegnamenti preziosi. Niente che non sapessi; tutto che non sapevo applicare. Tra le tante novità, mi sono trovato a condurre un gioco malato con una sua amica; altro personaggio valido e fuori di testa. Non entro nel dettaglio, basti sapere che mi offre l'opportunità di giocare un ruolo nuovo e intrigante (niente di perverso né illegale), ponendomi nella posizione de "L'attimo fuggente", quando Robin William mostra il punto di vista, facendo alzare i ragazzi sopra il tavolo. Qualche mese fa non lo avrei fatto...
Sotto molti aspetti si chiude un'epoca e se ne apre una nuova.

Marco Drvso
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