martedì 27 ottobre 2009

In principio fu una sega mentale

Continuo la mia divina esegesi con una piccola e modesta critica alla divinità monoteista, riconosciuta e venerata in occidente. Non da me.
Partiamo da un presupposto: sarà anche una carogna, ma fa pena.
Lo immagino tutto solo, prima del principio, perso nel nulla.Un essere che galleggia nel nulla e si domanda "ora che faccio?". Nel nulla, prima del tempo, i termini "ora" e "faccio" non avevano senso. Non poteva neanche parlare con sé stesso, perché aveva nulla da dirsi. Colmo della sfiga (quella esiste da sempre e anche prima, è palese) non poter neanche tirare un paio di salutari imprecazioni, perché non si può bestemmiare il nulla. Così, nella sua disperante solitudine, si perde in paranoie e decide di creare l'universo, perso nella più colossale sega mentale che la storia ricordi.
Conosco persone che pagherebbero per starsene in un nulla eterno a grattarsi le balle per l'eternità, ma lui no. Lui è il verbo, non ha mani per grattarsi ciò che non ha. Quindi, decide di riempire il nulla.
Noi ha preso carta e penna, lui ha fatto le cose in grande. È Dio, se non fa le cose in grande lui, chi le deve fare?
Io lo capisco! In fondo, è un momento di solitudine che spinge la gente a immaginare un mondo diverso e poi li trasforma in scrittori e che gli scrittori siano una branca di paranoici, dediti alla masturbazione cerebrale, non è nuovo; lo sanno anche i sassi. Ma noi tapini mortali che ci droghiamo di parole scritte, viviamo in un mondo reale: qualche volta si è trombato, si è usciti con gli amici, si è fatta esperienza e, soprattutto, abbiamo qualcuno da insultare... Lui, povero, non poteva farlo, era nel nulla.
Sulla questione del grattarsi, urge un chiarimento fisico-teologico. Per sua stessa definizione, Dio è una singolarità (da non confondersi con un buco nero). Credo che proprio il suo essere singolarità sia alla base del suo dichiarato odio per il sesso. Lui lo ha inventato, ha capito che piace a tutti, ma non può farlo (è una singolarità, quindi l'unica variante sessuale ammessa è la masturbazione...). Per questo gli angeli sono asessuati e agli umani ha rifilato dettami e paranoie. Ciò getta nuova luce sul peccato originale. A tal proposito, rimando ad una mia vecchia riflessione sul maiale.
Tutti sanno cosa si intende con l'espressione "conoscere biblicamente", il frutto proibito era quello della conoscenza, cresciuto sull'albero della vita, la pena inflitta ad Eva è legata al parto (se non sapete come nascono i bambini, documentatevi). Consegue che il cobra continua a non essere un serpente.
Come descritto nel post precedente, tutte le volte che trasforma i suoi amichetti immaginari in creature viventi, la sfiga colpisce. Una volta Satan, l'altra i due genialoidi e, successivamente, la loro discendenza, gli hanno dato non pochi grattacapo. Talvolta, però, vien da pensare che tutto sia parte dello svolgimento narrativo.
Qualora si accettasse la versione dello svolgimento narrativo, varrebbe il detto sulle infinite vie del signore.
Io ho un'idea diversa, avvallata da precisi passi biblici: quando si rende conto della boiata commessa nel creare gli esseri umani e in tutte le volte in cui si pente, cambia idea, nel modo in cui si pone nei confronti di noi tapini e nella comparsa di personaggi posti ad hoc per scompaginare il sistema, si intravede qualcosa di poco chiaro. Se fosse un semplice scrittore, gli basterebbe modificare il testo, invece lascia che tutto prosegua, secondo una logica poco logica. Osserva lo svolgersi delle vicende, come farebbe un etologo, ma essendo lui il creatore, si giunge ad un pensiero malato: non scrive la storia del mondo, bensì ha programmato un software autoevolvente e guarda cosa combina. Dio potrebbe non essere uno scrittore, cioè uno sfigato, ma peggio, potrebbe essere un programmatore segaiolo: un NERD!
Ebbene sì! Il signore degli eserciti è un nerd...
Trascuriamo le troppe volte in cui la Bibbia contraddice sé stessa (tipo le due versioni di Genesi e tutti i vari passaggi di copia incolla nelle versioni dei due regni, in cui si divise il regno di Salomone) e andiamo alle note dolenti, in cui si capisce tutto il disagio di questa povera divinità, prendendo per vero quanto sancito dal concilio Vaticano II, cioè che la Bibbia è opera ispirata da Lui.
Partiamo dai problemi di indentità, già presenti in Genesi 1:1: "bereshit barà Elohim et ashamaym ve'et ha'aretz" (mi si scusino eventuali errori di traslitterazione, non sono pratico della lingua ebraica e di ciò mi rammarico). Letteralmente significa: principia creando gli Dei il cielo e la terra, oppure, in principio gli Dei crearono il cielo e la terra. Ebbene sì, gli Dei: Elohim è il plurale di El (che ricorre nel nome degli angeli, a esempio MichEL, GabriEL, RaphaEL, etc). Nel primo verso, del primo libro, del testo monoteista per eccellenza, già si parla di Dei. Quel "non avrai altro Dio all'infuori di me" assume un senso un po' diverso.
Piccola nota seria: nel verso compare l'articolo "et" (il), composto dalle lettere aleph e tau che sono la prima e l'ultima lettera dell'alfabeto ebraico. Per molte scuole di pensiero, questo è da leggersi come la prima creazione: l'alfabeto. Dio avrebbe prima inventato l'alfabeto, da cui avrebbe tratto tutto il resto: una delle più belle figure retoriche del mondo. Uno dei dettami fondamentali dell'ebraismo, la prima cosa che un genitore deve insegnare al proprio figlio è leggere. Scherzi a parte, questo è stupendo!
Giacché si è in tema di comandamenti, perché non prendere in esame il fatidico "non pronunciare il nome di Dio invano"? In teoria, Dio si chiama YHWH (si chiama proprio, visto che nessuno gli ha dato un nome e nessuno lo può pronunciare). Penso sia il comandamento più facile da seguire, perché nessuno sa come si pronunci e non vale comprare la vocale. Per semplicità, nella lettura di Tanak (è la Bibbia ebraica, da non confondersi con la Torah che è solo il Pentateuco), ogni qual volta compare il tetragramma si legge Adonay (signore). In teoria, anche questa parola è plurale.
O non è solo, o qualcosa non funziona. Secondo molti studiosi, Elohim e YHWH potrebbero essere due divinità diverse, confluite in un solo credo.
A voler accettare la versione generalmente accettata dalle correnti cristiane (non tutte), Dio è trino, quindi la pluralità si risolve in: Padre, Figlio e Spirito Santo (in inglese Holy Gosth). Se così fosse, non avrebbe senso la frase pronunciata sulla croce "Signore perché mi hai abbandonato?", perché suonerebbe come, citando Marzullo, "fatti una domanda e datti una risposta".
In teoria, Dio si incazza non poco per ciò che fanno a Lui, in veste di figlio. Il problema è che Lui lo ha, o si è (non è chiaro), mandato sulla Terra per questo scopo....
Potrei andare avanti per ore, citando incongruenze, illogicità et similia, che fanno sì che Dio non esca bene dai testi sacri. A leggere bene, ne appare un personaggio disturbato, con evidenti problemi di personalità, sbalzi d'umore, dotato di minor coerenza di un politico italiano.
Mi rammarica sapere che milioni di persone, mosse da fede cieca e ignorante (la maggior parte non si prende la briga di leggere ciò che professa), abbia ucciso o sia morta. Tutto in nome di un Dio che non si fa vedere e che, ammettendone l'esistenza, mi fa una pena assurda. Se i testi sacri sono giusti: la sua mente è irrimediabilmente compromessa. Se, come penso, le sacre scritture sono un bel centrifugato di parole atte a controllare il popolo, senza alcuna ispirazione divina: allora dovrebbe far causa alle religioni mondiali.
Chiudo con un quesito: è l'universo che nasce da una sega mentale di Dio, o è Dio che nasce dalla sega mentale di un essere umano? Come tante altre cose, compreso questo blog.
Un Dio che talvolta è creatore, tal'altre è demiurgo. Che è amore e ordina di uccidere per capriccio. Che è imparziale ed ha un popolo eletto. Che crea un universo e poi infarcisce il manuale d'uso con informazioni false e assurde, contraddizioni, informazioni assurde e, scusatemi la franchezza, coglionate olimpioniche.
La bibbia, tutto sommato, è un bel testo, ricco di aneddoti utili, proverbi sensati, lezioni di vita che reputo giusto prendere ad esempio. Se la si leggesse come il racconto di un popolo che ha, nel bene e nel male, influenzato il mondo, considerando le allegorie come tali, sarebbe molto più utile e, forse, la si userebbe coerentemente alle idee di chi ha scritto quei brani (ammettendo che fosse in buona fede).
Cari miei bigotti: riprendete in mano i testi sacri e fate come Cristo: fatevi una domanda e datevi una risposta.


Marco Drvso
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